
Il nonno Nicola era il papà del papà, friulano doc, bellissimo, faceva il falegname ma ci teneva ad avere un look sempre curato ed alla moda ed amava cucinare, penso di avere preso da lui la maggior parte del mio dna visto che condividiamo le stesse passioni .
La sua cucina era una cucina di montagna, tanto burro, cotture lente… quando cucinava lui la casa si riempiva di profumi intensi e meravigliosamente golosi che mettevano gioia appena entravi, ed io lo facevo con tutte le narici ben aperte, come per voler intrappolare quell’essenza e non lasciarla andare più.
Uno dei suoi piatti forti era lo Gnoccolone, un meraviglioso rotolo di patate, o meglio di gnocco, farcito con ragù e condito con burro e salvia.
ATTENZIONE, QUESTA RICETTA POTREBBE PROVOCARE UN AUMENTO DEI LIVELLI DI COLESTEROLO NEL SANGUE!!!
Per poterlo gustare bisogna preparare un impasto molto simile a quello degli gnocchi, con un chilo e mezzo di patate, mezzo chilo di farina, due tuorli d’uovo e sale (il peso della farina è indicativo perché dipende dalla qualità delle patate e da quanta ne assorbono).
Una volta pronto l’impasto si stende con il mattarello fino a formare un rettangolo non sottilissimo, circa cm 1,5, e quindi si farcisce con del ragù di carni miste preparato in anticipo e lasciato raffreddare.
L’operazione precedente va eseguita sopra un telo in puro cotone bagnato (io lo compro in farmacia), da utilizzare solo a scopo alimentare, che servirà sia per aiutarci ad arrotolare sia per cuocere.
Quindi, una volta farcito il rotolone ed arrotolato con l’aiuto del Telo, si chiude stretto stretto, si legano le due estremità e si mette a bollire in acqua salata, io adopero una pesciera.
Una volta cotto, ci vorranno 30/40 minuti, si taglia a fettine e si serve con un cucchiaino di burro fuso e salvia.
L’ultima volta che lo abbiamo preparato era il Natale del 2019 e quasi tutti i commensali avevano avuto il piacere di conoscere il nonno e le sue birichinate, tipo quella di aggiungere un panetto di burro di nascosto al ragù a fine cottura, cosa che gli era assolutamente vietata, ed essere scoperto a causa del “plufff” che tutti sentivamo… Che risate!
